Quali sono i passaggi per il lancio di una startup digitale?

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L’ingresso di internet nella quotidianità ha portato ad un aumento significativo delle aziende che operano esclusivamente nell’ambito digitale. Saas, piattaforme di varia natura, social network, applicazioni e videogiochi sono, al giorno d’oggi, dei settori all’interno dei quali l’imprenditoria è molto presente. Questo, essenzialmente, per un motivo di fondo non da poco: la limitata presenza dei costi di produzione del prodotto. Infatti, se si pongono su una bilancia software e hardware, possiamo velocemente dedurre come il peso delle spese faccia abbassare maggiormente il secondo piatto rispetto al primo.

Questo spostamento sugli investimenti in nuova tecnologia, ha portato l’ ICT ad essere molto più trainante di industrie tradizionali e strategiche per molti settori chiave dello sviluppo economico. Quello che inizialmente poteva essere visto come una fase dell’era successiva alla diffusione di massa di internet, oggi costituisce uno dei settori di sviluppo più interessanti dell’economia, almeno di quella tecnologica. Ciò ha portato personaggi come Marc Andreessen, noto venture capitalist internazionale, ad affermare addirittura che “software is eating the world”.

Ma cosa si intende con questa espressione? Andreessen, essenzialmente, vuole portare all’attenzione il fatto che questo cambiamento in atto non è solamente un passaggio obbligato, ma una vera e propria chiave di volta nei campi dell’economia e della tecnologia. Dopo tutto, sembra essere un processo sensato, dato che oltre 3 miliardi di persone sono oggi connesse alla rete.

Ecco quindi che il mondo delle startup digitali assume un ruolo centrale nella nascita e nello sviluppo di nuovi venture. Inoltre, studiare la fase di lancio di queste startup ci può essere molto utile per capire l’andamento del mercato e individuare quegli “early warnings” che si possono generare in seguito all’esplosione e alla crescita dell’eventuale azienda.

I vantaggi di una startup digitale

Essenzialmente, individuiamo 2 grandi fattori che favoriscono il mondo digitale rispetto a quello fisico, quando si parla di imprenditoria.

In primo luogo, un’azienda che opera in questo settore gode di una minore spesa nella produzione del prodotto finale. È chiaro ed intuitivo, infatti, che le spese da sostenere per la produzione di un software siano inferiori rispetto a quelle di un elettrodomestico o un cellulare. Già questo aspetto apre le porte del mercato a chi possiede un buon potenziale creativo, ma manca delle risorse per portare alla luce la propria visione.

Il secondo punto fondamentale a favore delle startup digitali è, senza ombra di dubbio, quello legato alla possibilità di crescita dell’azienda. Essendo “online”, le imprese che operano nel digital hanno potenzialmente accesso ad un bacino di clienti globale, che anche se abbraccia usi, costumi, etnie e culture diverse, ha numerosi punti di comunanza che ne permettono una più facile scalabilità rispetto al passato. Oltre all’ampiezza del mercato, anche la profondità gioca un ruolo da tenere in considerazione. I margini, infatti, sono spesso più alti rispetto a chi opera con prodotti fisici. Questo permette di scalare l’attività più velocemente, attraverso tecniche specifiche, come il “blitzscaling”.

Tenendo in considerazione questi due punti appare chiaro il perché il mondo stia andando con sempre più fretta verso un’economia integrata, dove il prodotto digitale e quello fisico operano quasi sempre in sinergia, con il primo che attiva una serie di innovazioni che permettono al secondo di rialimentarsi con nuove opportunità. O, in alternativa, il prodotto digitale va e si sviluppa da solo, generando una crescita che risulta essere tra le più alte nei vari settori economici.

Ma come si lancia una startup digitale?

Il percorso che viene seguito durante la fase di lancio di un prodotto “virtuale” non è poi così diverso da quello di un prodotto fisico. Esso si sviluppa in tre fasi.

In un primo momento, l’imprenditore ed il suo team si mettono al lavoro per profilare il pubblico potenziale e analizzare quali sono le caratteristiche del mercato. Quale mancanza c’è che può venire colmata con un prodotto digitale? A chi ci si rivolge come azienda? Quali informazioni si possiedono sul cliente medio del nostro settore? Rispondere a queste domande è un momento imprescindibile per poter avviare la propria startup con successo. Se questo lavoro non viene svolto per tempo o, come succede in alcuni casi, addirittura saltato, ciò che si rischia è di trovarsi a fare un lancio senza avere le idee ben chiare su quali siano le giuste strategie da attuare per poter ottenere il massimo risultato possibile. Dopo tutto, il marketing è il marketing e l’imprenditoria è l’imprenditoria: i prodotti sono secondari, il sistema con cui fare le cose rimane invariato.

Durante la seconda fase, ci si appresta a proporre al mercato il prodotto in questione. È questo il momento del lancio vero e proprio e richiede la capacità di capitalizzare sulle informazioni ottenute durante l’analisi del settore. Educare la clientela diventa fondamentale per poter catturare l’interesse del pubblico. Ciò può essere fatto attraverso campagne di marketing e digital pr mirate al raggiungimento e alla fidelizzazione del cliente.

Infine, non rimane che misurare ed analizzare il processo appena compiuto, attraverso la raccolta di dati che consentano di avere un quadro chiaro della situazione. Durante questa fase è molto importante tenere a mente il duplice aspetto legato al data analysis. Infatti, se da una parte questa risulta di assoluto rilievo per poter gestire al meglio le proprie risorse e limare nel dettaglio il business model e la propria presenza sul mercato, dall’altra non bisogna incorrere in un data overload.

Analizzare ogni singola metrica può essere paralizzante e rischia di fossilizzare l’attività. Al fine di evitare questo problema, è di assoluta importanza focalizzarsi su pochi e precisi dati che indichino effettivamente l’andamento dell’impresa. Di quali valori stiamo parlando? Sicuramente sono da tenere in considerazione il traffico verso la landing page, CTR, CAC, ritenzione del cliente e valore dello stesso lungo un arco temporale corposo.

Conclusione

A questo punto dovrebbe essere chiaro che, a conti fatti, il lancio di un prodotto digitale non è poi così diverso da quello di uno fisico. Importanti rimangono sempre le competenze applicate al marketing e alla gestione dei fondi, passando per le digital pr e la gestione del team. Ciò che fa veramente la differenza sono i tempi di go-to-maket, più brevi, e la possibilità di testare ed analizzare le informazioni raccolte, attraverso la data analysis.

Nuvolab, in quanto venture accelerator,  si occupa di aiutare le aziende a scalare il proprio business, lavorando insieme a startup che presentano già delle metriche di riferimento. In che modo? Collaborando insieme alle società che sono in portfolio al fine accelerare alcune delle fasi più importanti di sviluppo d’impresa, come la realizzazione e il monitoraggio di un Minimum Viable Product, sviluppato in collaborazione con la nostra accelerata Noonic.  Oppure, ottimizzando la fase di conversione dei clienti con tecniche di marketing e SEO, ambito in cui opera Instilla, agenzia specializzata in conversion marketing.

 

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