Un anno di Zanze XVI, l’osteria moderna dove la cucina stellata sposa la tecnologia

Zanz XVI Venezia

Bitcoin e sarde in saor, prodotti ancorati al territorio interpretati con creatività e capacità di essere sulle piattaforme digitali dove si costruiscono reputazione e relazioni. Zanze XVI è una realtà anfibia. Come Venezia, la città in cui ha aperto i battenti, esattamente un anno fa, l’8 giugno 2017, rispolverando l’insegna di un’antica osteria del Cinquecento in fondamenta dei Tolentini 231, a due passi da Piazzale Roma ma già immersa nell’atmosfera magica fatta di calli e canali.

 

«Il concept dell’osteria moderna, che sposa cucina stellata e prezzi accessibili, essenzialità e cura maniacale per il prodotto, si sta facendo apprezzare» racconta Nicola Possagnolo, digital e food strategist co-fondatore della tech company Noonic e socio dell’avventura Zanze XVI insieme a Nicola Dinato, chef stellato del Ristorante Feva di Castelfranco Veneto.

 

L’approccio digitale è nel Dna di questa nuova meta gastronomica lagunare: «Le prenotazioni online dal sito sono uno dei principali canali di accesso, e convogliano una prenotazione su due – spiega Possagnolo –. Su Tripadvisor siamo già posizionati ai primi posti nella sterminata offerta culinaria veneziana: siamo in undicesima posizione su oltre 1200 ristoranti nella classifica di qualità. E siamo stati i primi in città ad accettare dai nostri clienti il pagamento in Bitcoin, la moneta virtuale, dai primi mesi del 2018».

 

Un’avventura in cui Nuvolab, con il suo CEO Francesco Inguscio, ha creduto fin da subito, sostenendo l’iniziativa insieme a un pool di imprenditori. Da un lato, quindi, la qualità gastronomica che si è fatta notare grazie ad una proposta che offre solo tre percorsi di degustazione costruiti in base alla disponibilità delle materie prime. Dall’altro un gruppo di persone che, proprio grazie alla loro esperienza e al loro spessore imprenditoriale, ha visto nel progetto qualcosa di più di un semplice ristorante, ma l’opportunità di creare un’esperienza di ristorazione gestita in modo molto più smart rispetto alla media dei ristoranti italiani.

 

Oltre alla possibilità di pagare in Bitcoin, infatti, il gestionale di cassa permette di ricordarsi di tutti gli ospiti del ristorante, dei loro gusti e delle loro abitudini; la comunicazione è internalizzata e permette di controllare dall’inizio alla fine il processo di erogazione del servizio; infine la gestione delle prenotazioni è automatizzata on-line al fine di garantire a tutti (con un’attenzione particolare rivolta ai visitatori stranieri) l’autonomia nell’invio della richiesta a qualunque ora e in qualunque momento.

 

Tutto questo è accompagnato, ovviamente, da un’esperienza culinaria di altissimo profilo: i tre menù di ZanzeXVI, diversi per gusto e filosofia, rispecchiano l’estro creativo di Luca Tartaglia, il giovane chef che guida la cucina e che arriva dalla brigata di Pascal Barbot all’Astrance, ristorante tristellato di Parigi.

 

Anche TheFork Restaurant Awards, competizione esclusiva dedicata alle nuove aperture, ha selezionato Zanze XVI. «Non ha un menu, la proposta è si basa su ciò che reperisce lo chef – scrive Alfio Ghezzi, uno dei 70 chef selezionatori –. Uno dei piatti che mi ha più colpito e che rappresenta appieno la sua filosofia è la Sarda in Saor alle Rose. Luca è un giovane con un percorso fatto di tappe significative, coerenti con la sua idea di cucina: semplice, concreta e di gusto ma con quel quid in più che si fa ricordare».