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Sensibilizzare ad imprenditoria ed innovazione per dare una nuova speranza al Paese

Un tasso di disoccupazione al 12,7 %, un ragazzo su quattro, tra i 15 e i 29 anni, che fa parte del gruppo dei NEET, una dinamica salariale in decrescita, 28 imprese che falliscono ogni giorno in Italia (dati ISTAT).

Questa è la situazione difficile di un paese che sta perdendo la fiducia in se stesso.

L’innovazione, e con essa i nuovi progetti e le nuove imprese, ha come base una forte motivazione, personale sociale ed economica. Ai giovani e a tutti gli interlocutori con cui ci siamo interfacciati in questi anni abbiamo cercato di dare questo messaggio: guardare con occhi nuovi la realtà italiana permette di trasformare le occasioni mancate in promesse mantenute, permette di avere una speranza.

Abbiamo bisogno di focalizzare l’attenzione sull’importanza di fare impresa in Italia e sul nascente ecosistema dell’innovazione italiano, parlando con persone diverse tra di loro, coinvolte a vario titolo nel mondo del lavoro e dello sviluppo imprenditoriale.

Le occasioni sono state tante e in questi anni abbiamo cercato di lasciare un segno, nella speranza di essere motivo di ispirazione per chi ci ha ascoltato.

Una delle prime è stato TedX Trieste nel 2011, decisamente una buona occasione “to spread ideas that worth“ con il talk “Ubuntu: the (r) evolution of my generation”.

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Anche  TedX Padova ci ha permesso nel 2014 di ispirare altre persone con le nostre idee, nella città natia del CEO di Nuvolab Francesco Inguscio. Visto che “nemo propheta in patria est” qui abbiamo voluto lasciare un segno ancora più importante con il talk “Nuovi occhi”.

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Una delle occasione più recenti è stata Innovation Norway – Seed Forum nel 2016 dove, grazie alla presenza di startup italiane e norvegesi e della partecipazione dei Reali di Norvegia, siamo riusciti a sensibilizzare soggetti oltre i confini nazionali, pur restando a Milano. In questo caso il contributo dato con “We are not startup, we are disruptors” era volutamente provocatorio per stimolare la platea sull’importanza della valorizzazione del sistema startup.

Spesso abbiamo fatto attività di sensibilizzazione per imprenditori e per le aziende. Un momento importante è stato il Global Entrepreneurship Congress (GEC) che si è svolto a Milano nel 2015. In questa occasione abbiamo evidenziato l’importanza dello sviluppo imprenditoriale e parlato della radicalità dell’innovazione e disruption, di cui le startup sono portatrici sane. All’Assemblea Annuale di AIDP (Associazione Italiana Direttori del Personale), sempre nel 2015 abbiamo avuto modo di confrontarci con 300 responsabili HR Italiani parlando loro della centralità delle startup e degli startupper nel portare innovazione all’interno delle aziende con “Da start-app a start-up”.

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Siamo anche stati partecipi di numerosi incontri e Assemblee nazionali organizzati da Confindustria in tutta Italia, sempre con l’intenzione di sensibilizzare  le aziende.

Abbiamo partecipato a vari eventi relativi al mondo del digitale portando la nostra esperienza nell’innovazione e nelle startup (Milano Capitale Italiana delle startup nel 2012, evento nel quale sono state fatte le prime riflessioni sul nascente ecosistema italiano, Digital Meet al TAG dI Padova nel 2013, Internet Festival di Pisa nel 2014, Italian Internet Day in Area Science Park a Trieste nel 2016).

Abbiamo fatto riflettere gli aspiranti startupper su cosa significa fare impresa con seminari specifici (Padova Innovation Day nel 2016 con “Piccola guida per startupper”, StartCup Venezia con una riflessione sulla storia personale del nostro CEO dal titolo “Da StartCup Veneto a Nuvolab – Connecting The Dots” nel 2013 e in altre innumerevoli occasioni).

Siamo stati al fianco dei media e delle istituzioni nel ripensare al mondo dell’impresa, organizzando seminari specifici (“Pensare l’Impresa” nel 2013 a Vicenza, all’interno del ciclo di seminari “Occupare il futuro” organizzato dall’Istituto Culturale “Nicolò Rezzara”) e moderando e animando incontri (Ripartiamo dalle Idee, organizzato dal Corriere della Sera nel 2012).

Abbiamo ispirato i più giovani nelle scuole con eventi specifici come La gioventù del fare dedicato alle scuole superiori di Castelfranco Veneto e abbiamo collaborato in numerose occasioni con le Associazioni Rotary e Lions nel Nord e Centro Italia (Treviso, Venezia, Forlì, Milano).

Abbiamo aggiunto anche la nostre goccia all’oceano dell’ecosistema innovazione italiano, sperando di aver portato un cambiamento nel futuro, fatto di persone, di questo nostro Paese.

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Dare il nostro contributo redazionale per formare una coscienza collettiva sul tema innovazione

I media internazionali e italiani sono stati centrali per creare interesse attorno al mondo delle startup. Limitandoci agli ultimi anni, era il 2005 quando è nata Nova24, la rubrica dedicata all’innovazione de Il Sole 24 ore, nel 2009 Wired arrivò anche in Italia, portando una ventata di freschezza sul tema.

Oggi in Italia contiamo su un panorama ampio di testate dedicate al mondo startup e innovazione e di un’attenzione in costante crescita anche nei media generalisti ed economico-finanziari.

I media sono arrivati a studiare e a capire il fenomeno prima della legislazione (esiste un Registro delle startup innovative in Italia solo dal 2012) e prima che l’ecosistema italiano si strutturasse (l’Associazione Italia startup è stata costituita nel 2012).

All’interno di questo panorama, la nostra volontà di contribuire a creare una “coscienza” collettiva sulle tematiche legate ad innovazione ed imprenditorialità non poteva trascurare i media di settore.

La prima collaborazione è stata con Emil Abirascid, il più grande giornalista ed amico dell’ecosistema italiano dell’innovazione, che fin dal 2008, ben prima che il fenomeno startup fosse di moda, con la sua Startupbusiness (ora parte del più ampio gruppo Digital360) osserva, commenta e influenza in modo positivo lo sviluppo della via italiana all’innovazione

Abbiamo rinforzato il nostro messaggio grazie a RCS MediaGroup, attraverso il supporto all’ideazione di Corriere Innovazione nel 2012 e il contributo al suo sviluppo redazionale negli anni successi.

Per la testata, diffusa nei dorsi locali del Corriere della Sera, abbiamo curato il business modelling, il business planning e contributo allo sviluppo della linea editoriale e della rete di contributor, i protagonisti dell’ecosistema innovazione italiano, partecipando al  comitato dei suoi “Vision Partner”, che curavano il piano editoriale, e diventando noi stessi contributor, dal 2013 al 2014, con la rubrica Il Rainmaker! Corriere Innovazione è diventato uno dei punti di riferimento dell’ecosistema innovazione, trasformandosi per questo da pubblicazione locale a nazionale.

Diceva Maya Angelou, scrittrice e poetessa americana che ha lottato a lungo per i diritti civili, “non c’è agonia più grande che trattenere una storia non raccontata dentro di te”.

Scrivere per Corriere Innovazione arrivava proprio da questa esigenza: raccontare il nascente ecosistema innovazione italiano dal suo interno, dando allo stesso tempo degli spunti all’ecosistema stesso per fare di più, più velocemente e con maggiore puntualità. Il rainmaking – era da poco uscito il libro “Rainforest: the secret to building the next Silicon Valley” di Horowitt e Hwang – l’analisi del panorama estero, il confronto con quello italiano: vari elementi ci hanno permesso di riflettere sulla nostra realtà e dare un contributo nel ripensarla e migliorarla.

La collaborazione con RCS si è rinvigorita nel 2015 con il supporto la neo-nata testata Corriere Imprese, per la quale abbiamo nuovamente contribuito allo sviluppo della linea editoriale all’interno del comitato dei “Vision Partner” e partecipato come contributor con una serie di articoli, il più recente dei quali – “Vi spiego perché l’Italia sarà l’India d’Europa” – ha affrontato in modo provocatorio il tema del nuovo ruolo economico possibile per l’Italia all’interno del panorama europeo.

Il nostro apporto diretto ai media del mondo innovazione è proseguito collaborando con EconomyUp e Startup Italia, che sono oggi un prezioso punto di riferimento fondamentale per chi si occupa di queste tematiche.

Con l’intenzione di strutturare maggiormente il nostro contributo editoriale, abbiamo partecipato anche alla redazione di due libri:  “Piccola guida per startupper” (RCS Libri, a cura di Luca Barbieri – 2015) con il capitolo “L’ABC del fare startup”, sulle modalità più efficaci per muovere i primi passi per l’avvio del proprio progetto imprenditoriale e “L’innovazione che non ti aspetti” (Franco Angeli Editore, a cura di Emil Abirascid – 2015) con il capitolo “Finding funding, come trovare il giusto investitore per la startup”,  sulle principali modalità di finanziamento ai propri progetti imprenditoriali, in funzione del loro livello di sviluppo.

Crediamo fortemente, anche come fruitori, nell’importanza dei media come costruttori della coscienza collettiva. Come sosteneva William Bernbach, pubblicitario newyorkese, “chi usa professionalmente i media modella la società; possiamo volgarizzarla; possiamo brutalizzarla; o possiamo aiutarla ad innalzarsi di livello”. Continueremo a collaborare con i media generalisti e specialisti di settore e a dare il nostro contribuito per provocare le coscienze, fornire spunti di riflessione e, soprattutto, per cercare di contribuire ad alzare di livello la nostra società.

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Creare competenze distintive per abilitare le persone a fare innovazione

Dare conoscenze e strumenti ideativi, processuali e imprenditivi, creando competenze reali nelle persone, è uno dei fondamenti dell’attività di Nuvolab. Diceva Nelson Mandela: “Education is the most powerful weapon you can use to change the world”. L’innovazione nasce questo stesso presupposto: bisogna essere aperti, essere pronti e, soprattutto, essere preparati per coglierla. Siamo, perciò,  da […]

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Rendere permeabili i confini tra startup e imprese per facilitare l’open innovation

Rendere i principali attori industriali, finanziari ed istituzionali del nostro Paese più ricettivi all’innovazione, guidandoli alla ricerca di modelli di open innovation e delle migliori tecnologie per sostenerne lo sviluppo, è per noi un’attività fondamentale per favorire lo sviluppo imprenditoriale.

Nuvolab ha due attività principali, venture acceleration e innovation advisory, ma una sola direzione. Il fatto di lavorare su entrambi i fronti ci consente di dare un maggiore e migliore accesso proprio all’open innovation, favorendo l’interazione tra i vari attori del sistema e lo scambio di idee e processi.

If you look at history, innovation doesn’t come just from giving people incentives; it comes from creating environments where their ideas can connect” affermava Steven Johnson. L’innovazione  “nasce” e “scala” più velocemente quando le startup, “organizzazioni temporanee in cerca di un modello di business ripetibile e scalabile” (Steve Blank) trovano il modo di collaborare con aziende consolidate, che sono ”organizzazioni permanenti disegnate per eseguire un business model ripetibile e scalabile” (Steve Blank) e le innovazioni sviluppate dalla prima riescono a diffondersi in modo più efficace facendo leva sulle strutture organizzative della seconda.

Abbiamo più volte creato l’occasione e l’opportunità per questo scambio.

Lo abbiamo fatto ideando, organizzando e gestendo eventi strutturati come MCE 4X4 per Assolombarda e CCIAA di Milano e Start Me Up per GGI nazionale, impostati entrambi in maniera più completa possibile, sulla base di quattro filoni: una call for ideas per startup, un matchmaking tra startup e aziende tramite la formula del business speed date, uno spazio espositivo e un dibattito aperto, con una serie di tavole rotonde.

Gli eventi organizzati per GGI Veneto (territoriali di Verona, Vicenza e Padova), Impresa per impresa e Startup Meetup sono nati, invece, con l’obiettivo preciso di favorire la nascita di spin-in industriali tramite il  matchmaking tra startup, PMI e aziende corporate.

Abbiamo dato vita per 360 Capital Partners 360by360 Competition, la prima e unica startup competition nata da un fondo di VC italiano, ideando progettando e gestendo l’iniziativa, quando era alla sua prima edizione.

Abbiamo realizzato anche attività più specifiche come l’Open Innovation Challenge per Electrolux, supportando la gestione di una call for ideas per innovare design e tecnologie negli elettrodomestici da cucina.

Abbiamo supportato anche il lnacio dell’incubatore Unicredit StartLab Fintech Accelerator a Milano e dato il via alle attività, cercando e selezionando le startup da incubare per la prima edizione.

Per InnovhubCCIAA Milano abbiamo supportato le startup beneficiarie del Bando Search & Develop IV e V, nel 2011 e nel 2012 con la definizione business model, la redazione del business plan,  un aiuto nel pitching fino alle attività di fundraising a valle del processo.

L’open innovation è il valore aggiunto che diamo a chi collabora con noi, grazie alla nostra natura duale di venture accelerator e innovation advisor e, per natura, continueremo a ideare e a lavorare su iniziative che rendano sempre più permeabili i confini tra i vari attori dell’ecosistema innovazione.

Team-Startuparty

Favorire il networking tra gli innovatori per creare un ecosistema sempre più aperto

Churchill diceva “we make a living by what we get, but we make a life by what we give”. Con questo spirito abbiamo dato il nostro sostegno allo sviluppo dell’ecosistema italiano dell’innovazione: lo sviluppo imprenditoriale del nostro Paese va oltre quello che veniamo pagati per fare:  il giveback è una scelta di vita che ci contraddistingue nel lavoro e oltre ad esso.

Tutto è iniziato nel 2011 con StartuParty quando ancora l’ecosistema italiano dell’innovazione era solo un concetto. StartupParty è stata la prima e più grande festa dedicata e realizzata con il supporto dell’ecosistema startup italiano.  Insieme ad un meraviglioso gruppo di amici e volontari, diventati, poi, tra i protagonisti dell’ecosistema stesso, abbiamo ideato, promosso e gestito un momento di aggregazione con il fine di creare “autoconsapevolezza”, ma anche di iniziare a fare gruppi e di attivarsi per  scambiare informazioni, opinioni e iniziare a lavorare insieme in maniera collaborativa. L’occasione ha permesso di costruire le prime connessioni, fino alla nascita dell’ecosistema vero e proprio.

Allo stesso tempo abbiamo spinto iniziative di interazione con altri ecosistemi, in particolare con il modello internazionale: la Silicon Valley.

Francesco Inguscio, il nostro fondatore e CEO, ha partecipato al programma Fulbright BEST, ricevendo esso stesso un grande contributo in termini di crescita personale e imprenditoriale negli anni passati a studiare e lavorare in California. Dopo questa importante esperienza, è stato normale diventarne ambasciatore e voler condividere questa possibilità straordinaria con quante persone possibili. Il BEST (Business Exchange Student Training) Program consente, grazie ad una borsa di studio,  ai migliori talenti italiani under 35 con  un solido track record e un’idea imprenditoriale di fare un periodo di studio e lavoro nel cuore della Silicon Valley. Lo scopo è di tornare in Italia e trasformare quanto imparato negli USA, avviando iniziative imprenditoriali di valore nel nostro Paese.

Un’altra iniziativa che supportiamo con grande passione sin dalla sua nascita è il Premio Gaetano Marzotto, la competion per eccellenza all’interno del panorama italiano, contribuendo alla sua diffusione e collaborando nella sua realizzazione. Il Premio Gaetano Marzotto è l’iniziativa più concreta e di alto livello in Italia tra le BP Competition. Inoltre,  i fondi donati non prevedono alcuna contropartita societaria dalle startup vincitrici. Il Premio continuerà la sua attività almeno fino al 2020.

Il nostro impegno nel “givingback” all’ecosistema italiano dell’innovazione continuerà  parallelamente alla nostra attività: dalle piccole cose, contribuendo alla diffusione ogni iniziativa che riteniamo essere di valore, fino ad impegnarci in attività più ampie, ideando e gestendo iniziative specifiche che contribuiscano allo sviluppo dell’ecosistema stesso.

 

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