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Il Report sulla Digitalizzazione delle Startup Italiane 2017 – Seconda Edizione

In un contesto in cui le startup producono innovazione da immettere sul mercato globale, è impensabile pensare di “saper fare, senza far sapere”. Innovare il mercato non significa solo creare qualcosa (prodotto o servizio) che prima non c’era. Significa soprattutto introdurre sul mercato un prodotto o servizio che un potenziale cliente è interessato e disposto ad acquistare ed utilizzare. E il primo modo che ci viene in mente per far conoscere i nostri prodotti o servizi ai nostri clienti è il canale web, in primo luogo tramite il sito web della startup, che è il canale privilegiato da usare per chi ha un business model scalabile.

Il secondo report di Instilla sul livello di digitalizzazione delle startup italiane, a distanza di quasi un anno e mezzo dal primo, mette in luce una situazione non incoraggiante.

Le startup che hanno un effettivo sito funzionante sono, infatti, meno del 50%. Di questo 50%, peraltro, sono pochissimi quelli che rispettano i parametri minimi di ottimizzazione SEO. Ciò significa che chi “fa trovare” la propria innovazione al mercato si può contare in poche decine di startup (circa 100) su quasi 7.600 startup iscritte al registro delle startup innovative.

Una situazione che, probabilmente, dipende da diversi fattori tra i quali:

  1. Una ridotta consapevolezza dei canali digitali e un loro presidio ridotto da parte delle startup innovative italiane.
  2. Una limitata capacità tecnica per le startup che sono consapevoli dell’importanza di questi canali e li vogliono presidiare.
  3. Una tasso di “abbandono” delle attività imprenditoriali (incluso il fatto di mettere offline il proprio sito web o comunque non curarlo più) molto più alto nella “sostanza” rispetto a quanto emerga da una verifica “formale” sul registro imprese (stante i dati sulla bassa mortalità media delle startup italiane).
  4. Un limitato livello di competenze digitali dei professionisti (a cominciare dalle web agency a cui le startup si affidano per la realizzazione dei propri siti) a cui questa startup si affidano.

Probabilmente tutti questi assunti sono veri, ogni startup ha la propria storia e i propri vissuti e i propri più o meno buoni motivi per non curare la propria presenza digitale. Ma il mercato non perdona. E se si sceglie di essere “rilevanti” significa essere consapevoli che la propria startup DEVE avere una presenza on-line studiata, aggiornata e curata.

Banalmente, quando con Nuvolab facciamo attività di scouting tecnologico per i nostri partner corporate attingiamo dai nostri database interni, integrandoli sistematicamente  con ricerche mirate on-line. Potrebbero esserci iniziative straordinarie sul mercato, ma se non curano la propria presenza digitale riducono enormemente le possibilità di essere trovati.

Il report di Instilla rappresenta per noi un punto di partenza utile per comprendere meglio l’ecosistema startup italiano. Questo vuole essere lo stile con cui crediamo si debba portare valore al mondo dell’innovazione: con delle metriche e dei dati che ci permettano di avere una base analitica da cui partire per sviluppare considerazioni e trarre conclusioni. Probabilmente la metodologia alla base del report potrà essere migliorata ancora in futuro, ma, quantomeno, rappresenta un punto di partenza da cui cominciare la discussione.

In generale, un approccio data-driven e trasparente verso i risultati operativi permette di progettare consapevolmente una strategia più di alto livello utile a portare risultati economici di cui andare fieri. Un report di questo tipo, infatti, ci aiuta a capire dove possiamo migliorare come ecosistema.

Nella sezione dedicata ai facilitatori si vede che le startup seguite da soggetti abilitatori come incubatori, acceleratori e investitori registrano performance on-line migliori rispetto a quelle non seguite. Nuvolab stessa, però, dal “basso” della sua sesta posizione è consapevole che nessuno è perfetto ma tutti siamo perfettibili.

Abbiamo di fronte tanto lavoro, quindi, per noi e per le nostre startup perché, come detto all’inizio, non può esserci solo il “saper fare”, ma anche il “far sapere”!

Come alcune delle persone che ci seguono ci hanno fatto notare, abbiamo iniziato questo 2018 cercando di raccontare di più e meglio quello che Nuvolab e la sua Tribù sta facendo, a beneficio di una migliore percezione dell’ecosistema innovazione italiano. Questo report vuole essere, quindi, un primo passo per un modello informativo (e informato) concentrato sui dati e non “solo” sulle opinioni.

Ci aspettano “tante storie” e “tanti numeri” da raccontare sul Collaborative Rainmaking per migliorare le metriche di questo report e dei molti altri che verranno.

Buon Rainmaking (data driven) a tutti!

Round investimento This is not a sushi bar nuvolab

This Is Not A Round

Chiuso round d’investimento per This Is Not A Sushi Bar di € 450mila, entrano investitori di alto livello e si pianifica una strategia di espansione.

 

Siamo orgogliosi di annunciare un nuovo round d’investimento per una delle nostre startup accelerate: This Is Not A Sushi Bar.

Entrano infatti nella società nuovi investitori per un totale di 450mila euro di funding (400mila di aumento di capitale e 50mila euro di replacement capital). Non si tratta di investitori qualunque ma di angel che in Italia hanno creato e fatto crescere aziende importanti e solide. Tra questi anche Marco Boroli, partner Mega Holding.

Prosegue il nostro percorso di accelerazione delle startup all’interno della Tribù con un approccio molto concreto: aiutare le startup ad arrivare nel più breve tempo possibile a capitali per crescere, partner con cui strutturare una proposta più solida e clienti importanti con cui validare i propri prodotti e servizi.

Quella di This Is Not (TIN), infatti, è un’operazione pensata per strutturare una base finanziaria solida su cui costruire una strategia di crescita dei punti vendita e del fatturato di This Is Not A Sushi Bar.

 

Che cos’è This Is Not A Sushi Bar (TINASB) e perché è una realtà così interessante?

TINASB è una catena di sushi delivery di Milano nata nel 2007, prima dell’arrivo di società internazionali di food delivery più rinomate di oggi. Da allora TINASB ha aperto 4 punti vendita a Milano creando uno standard non solo di qualità di prodotto ma anche di ottimizzazione dei processi grazie a tecnologie a supporto della catena di produzione e consegna. È su queste tecnologie che crediamo si possa puntare per portare TINASB anche in altre città, mantenendo la qualità che ha sempre contraddistinto il sushi di This Is Not.

Il percorso di accelerazione è, quindi, appena cominciato (da soli 6 mesi) ma dopo questo primo importante traguardo stiamo già delineando una strategia lungimirante e sicuramente ambiziosa.

Come avete potuto leggere negli scorsi mesi, il verticale della ristorazione, e più in generale del food, non è lasciato assolutamente in secondo piano: ci sono moltissime opportunità per avvicinare il mondo (e l’approccio) delle startup ad un settore, come quello della ristorazione, che mantiene i crismi del “settore tradizionale”. Stiamo parlando, ad esempio, di Zanze XVI che, pur offrendo una proposta completamente diversa da TINASB, si sta facendo largo nel mondo dei ristoranti gourmet grazie ad un approccio digitale fin dall’anno zero.

In questa avventura che vede il cibo al centro, tra l’altro, non siamo soli: numerosi gli imprenditori e i soggetti di alto livello interessati ad entrare in attività legate al food di alta qualità investendo in neonate aziende in grado di distinguersi rispetto alla media delle attività del settore.

 

Il Collaborative Rainmaking è solo all’inizio!

 

Agos_DemoDay_Winners

Meno contatti e più contratti (…che diventano contanti): ecco perché è andato così bene lo scouting tecnologico per Agos

Milano, 26 settembre 2017 – 8 mesi fa abbiamo cominciato un percorso con Agos, una delle primarie società italiane nel settore del credito al consumo, supportandoli nello scouting tecnologico di soluzioni innovative applicabili alle aree della Customer Interaction e del Credit Scoring.

 

Sono stati mesi intensi durante i quali abbiamo visionato e pre-selezionate più di 300 vendor da tutto il mondo che offrono per i due verticali citati soluzioni di intelligenza artificiale in grado di migliorare sensibilmente il “front-end” (Customer Interaction) e il “back-end” (Credit Scoring) di Agos. I due vendor vincitori (uno per ogni area) avrebbero vinto un contratto di fornitura con Agos per l’implementazione del loro prodotto su tutto il territorio nazionale.

 

4 fasi di selezioni e scremature hanno portato i vendor da 300 a 10, i migliori non in assoluto ma rispetto ai bisogni di Agos, che hanno avuto la possibilità di presentare il proprio Proof of Concept (PoC) durante il DemoDay del 25 settembre davanti al Board of Director di Agos. Ciò che più ci ha dato soddisfazione durante il DemoDay è stato percepire un forte interesse da parte di Agos per tutte le soluzioni presentate e la difficoltà nella scelta di un solo vincitore per area. Non a caso sono stati selezionati due vendor vincitori ma molti altri verranno presi in considerazione comunque per sviluppi futuri.

 

I vincitori:

> Userbot (Customer Interaction): la società inglese con founder italiani ha proposto un chatbot avanzato per il supporto clienti durante qualunque fase del processo d’acquisto. Il sistema è in grado di interagire in linguaggio naturale con l’utente e rispondere a tutte le domande legate al servizio acquistato o che si vuole acquistare. Inoltre è in grado di prendere un appuntamento direttamente on-line e di fare traning delle risposte a domande sempre più complesse.

Fractal Analytics (Credit Scoring): una grande società di intelligenza artificiale basata in India ma con sedi in tutto il mondo che ha sviluppato tre modelli di analisi “multi-livello” che consentirà ad Agos di erogare un numero maggiore di finanziamenti a fronte di una riduzione del tasso di insolvenza.

 

Siamo orgogliosi del lavoro fatto in questi mesi perché ci siamo resi conto che l’unico modo per raggiungere un risultato positivo per tutti i partecipanti a questi tipi di progetti (sia i vendor che il cliente) è quello di mettere al centro i contenuti e le tecnologie concrete che possano restituire un’ottimizzazione reale dei processi e delle soluzioni con cui ha a che fare tutti i giorni il cliente stesso (che nel nostro caso e in quello dei vendor è rappresentato da Agos). Tutto ciò ha portato, di fatto, a mettere in piedi una delle più importanti attività strutturate di scouting tecnologico in Europa in materia di Intelligenza Artificiale applicata al Fintech.

 

Da qui il titolo “meno contatti e più contratti”: avere come obiettivo primario quello di generare valore, non fermarsi solo al networking; in un’ottica di open innovation orientata al risultato finale più che al processo che porta ad esso. Abbiamo parlato di indie-incubator…ora è il momento anche dell’indie-open innovation.

 

Less smoke-selling, more rainmaking!

 

EXIT C+L - CC def Blog

Rainmaking time: le prime due exit che ci confermano che l’Italia è piena di Rainmaker!

Siamo orgogliosi di annunciare le nostre prime due exitCoppa+Landini e CrowdChicken, infatti, escono formalmente dalla Tribù di Nuvolab per avviare un percorso di collaborazione strettissima con GELLIFY, un player emergente del panorama dell’innovazione e del venture capital italiano, che siamo sicuri farà molto parlare di sé in futuro!

Si tratta di un vero e proprio “passaggio di consegne” tra un giovane acceleratore d’impresa come Nuvolab che scopre talenti imprenditoriali “a monte” e li accompagna per la prima fase di sviluppo d’impresa, ed un player end-to-end integrato “a valle” come GELLIFY che può consentire loro di esprimere al massimo il loro potenziale e che ci dimostra che… si può “gellificare” anche la pioggia!

Francesco Inguscio, il nostro CEO, afferma che «[…]questa è l’ennesima conferma che anche in Italia è possibile trovare imprenditori che rimettono in circolo il loro successo per sostenere lo sviluppo di nuove aziende ad alto potenziale. Poter accompagnare per un tratto di strada ragazzi di grande talento imprenditoriale come Marcello ed Andrea è un piacere. Poter fare una “staffetta imprenditoriale” con una squadra di successo come quella di GELLIFY è un onore. La collaborazione tra imprenditori di tutte le generazioni, quello che noi chiamiamo collaborative rainmaking, è e sarà sempre di più una leva competitiva da valorizzare nel nostro Paese.»

Questa non è la prima e non sarà l’ultima conferma che ci attendiamo quest’anno: è possibile sviluppare imprese di qualità sul territorio italiano con ragazzi di talento e trovare imprenditori affermati che le aiutino a crescere in Italia! E’ già successo pochi mesi fa nel settore food con il lancio della nostra “osteria elegante” Zanze XVI a Venezia, supportata nella sua nascita e sviluppo da imprenditori come Luca Marzotto e Alberto Baban e che è già diventata un punto di riferimento nella città lagunare; il patto intergenerazionale tra imprenditori si rinnova oggi con questi due nuovi deal con un tech entrepreneur di spessore come Fabio Nalucci e la sua squadra.

E mentre va il nostro migliore in bocca al lupo a Marcello (CEO di Coppa+Landini) ed Andrea (CEO di Crowdchicken) per le nuove sfide che li attendono, sapendo che potranno contare sempre sul supporto di tutti i nostri Rainmaker (le exit si fanno dalle aziende, non dalle persone), con la nostra Tribù torniamo a concentrarci sul continuare a far piovere innovazione e risultati sui tantissimi progetti corporate di open innovation in sviluppo con il nostro team di innovation advisory e a far piovere fatturato e finanziamenti sulle aziende accelerate dal nostro venture accelerator.

Si può (e si deve) cambiare la nostra nazione in una sola generazione, tramite imprenditoria ed innovazione. E noi saremo qui ogni giorno a fare la nostra parte e a cambiare in meglio le cose, non mollando mai, come la goccia che scava la roccia. Ci auguriamo che sempre più rainmaker si uniscano a noi in questa missione!

Nel frattempo, in attesa della prossima pioggia di novità, auguriamo buon rainmaking a tutti i Rainmaker che popolano il nostro Paese!

 

 

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Sensibilizzare ad imprenditoria ed innovazione per dare una nuova speranza al Paese

Un tasso di disoccupazione al 12,7 %, un ragazzo su quattro, tra i 15 e i 29 anni, che fa parte del gruppo dei NEET, una dinamica salariale in decrescita, 28 imprese che falliscono ogni giorno in Italia (dati ISTAT).

Questa è la situazione difficile di un paese che sta perdendo la fiducia in se stesso.

L’innovazione, e con essa i nuovi progetti e le nuove imprese, ha come base una forte motivazione, personale sociale ed economica. Ai giovani e a tutti gli interlocutori con cui ci siamo interfacciati in questi anni abbiamo cercato di dare questo messaggio: guardare con occhi nuovi la realtà italiana permette di trasformare le occasioni mancate in promesse mantenute, permette di avere una speranza.

Abbiamo bisogno di focalizzare l’attenzione sull’importanza di fare impresa in Italia e sul nascente ecosistema dell’innovazione italiano, parlando con persone diverse tra di loro, coinvolte a vario titolo nel mondo del lavoro e dello sviluppo imprenditoriale.

Le occasioni sono state tante e in questi anni abbiamo cercato di lasciare un segno, nella speranza di essere motivo di ispirazione per chi ci ha ascoltato.

Una delle prime è stato TedX Trieste nel 2011, decisamente una buona occasione “to spread ideas that worth“ con il talk “Ubuntu: the (r) evolution of my generation”.

QUI IL VIDEO

Anche  TedX Padova ci ha permesso nel 2014 di ispirare altre persone con le nostre idee, nella città natia del CEO di Nuvolab Francesco Inguscio. Visto che “nemo propheta in patria est” qui abbiamo voluto lasciare un segno ancora più importante con il talk “Nuovi occhi”.

QUI IL VIDEO

Una delle occasione più recenti è stata Innovation Norway – Seed Forum nel 2016 dove, grazie alla presenza di startup italiane e norvegesi e della partecipazione dei Reali di Norvegia, siamo riusciti a sensibilizzare soggetti oltre i confini nazionali, pur restando a Milano. In questo caso il contributo dato con “We are not startup, we are disruptors” era volutamente provocatorio per stimolare la platea sull’importanza della valorizzazione del sistema startup.

Spesso abbiamo fatto attività di sensibilizzazione per imprenditori e per le aziende. Un momento importante è stato il Global Entrepreneurship Congress (GEC) che si è svolto a Milano nel 2015. In questa occasione abbiamo evidenziato l’importanza dello sviluppo imprenditoriale e parlato della radicalità dell’innovazione e disruption, di cui le startup sono portatrici sane. All’Assemblea Annuale di AIDP (Associazione Italiana Direttori del Personale), sempre nel 2015 abbiamo avuto modo di confrontarci con 300 responsabili HR Italiani parlando loro della centralità delle startup e degli startupper nel portare innovazione all’interno delle aziende con “Da start-app a start-up”.

VISIBILE QUI

Siamo anche stati partecipi di numerosi incontri e Assemblee nazionali organizzati da Confindustria in tutta Italia, sempre con l’intenzione di sensibilizzare  le aziende.

Abbiamo partecipato a vari eventi relativi al mondo del digitale portando la nostra esperienza nell’innovazione e nelle startup (Milano Capitale Italiana delle startup nel 2012, evento nel quale sono state fatte le prime riflessioni sul nascente ecosistema italiano, Digital Meet al TAG dI Padova nel 2013, Internet Festival di Pisa nel 2014, Italian Internet Day in Area Science Park a Trieste nel 2016).

Abbiamo fatto riflettere gli aspiranti startupper su cosa significa fare impresa con seminari specifici (Padova Innovation Day nel 2016 con “Piccola guida per startupper”, StartCup Venezia con una riflessione sulla storia personale del nostro CEO dal titolo “Da StartCup Veneto a Nuvolab – Connecting The Dots” nel 2013 e in altre innumerevoli occasioni).

Siamo stati al fianco dei media e delle istituzioni nel ripensare al mondo dell’impresa, organizzando seminari specifici (“Pensare l’Impresa” nel 2013 a Vicenza, all’interno del ciclo di seminari “Occupare il futuro” organizzato dall’Istituto Culturale “Nicolò Rezzara”) e moderando e animando incontri (Ripartiamo dalle Idee, organizzato dal Corriere della Sera nel 2012).

Abbiamo ispirato i più giovani nelle scuole con eventi specifici come La gioventù del fare dedicato alle scuole superiori di Castelfranco Veneto e abbiamo collaborato in numerose occasioni con le Associazioni Rotary e Lions nel Nord e Centro Italia (Treviso, Venezia, Forlì, Milano).

Abbiamo aggiunto anche la nostre goccia all’oceano dell’ecosistema innovazione italiano, sperando di aver portato un cambiamento nel futuro, fatto di persone, di questo nostro Paese.

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Dare il nostro contributo redazionale per formare una coscienza collettiva sul tema innovazione

I media internazionali e italiani sono stati centrali per creare interesse attorno al mondo delle startup. Limitandoci agli ultimi anni, era il 2005 quando è nata Nova24, la rubrica dedicata all’innovazione de Il Sole 24 ore, nel 2009 Wired arrivò anche in Italia, portando una ventata di freschezza sul tema.

Oggi in Italia contiamo su un panorama ampio di testate dedicate al mondo startup e innovazione e di un’attenzione in costante crescita anche nei media generalisti ed economico-finanziari.

I media sono arrivati a studiare e a capire il fenomeno prima della legislazione (esiste un Registro delle startup innovative in Italia solo dal 2012) e prima che l’ecosistema italiano si strutturasse (l’Associazione Italia startup è stata costituita nel 2012).

All’interno di questo panorama, la nostra volontà di contribuire a creare una “coscienza” collettiva sulle tematiche legate ad innovazione ed imprenditorialità non poteva trascurare i media di settore.

La prima collaborazione è stata con Emil Abirascid, il più grande giornalista ed amico dell’ecosistema italiano dell’innovazione, che fin dal 2008, ben prima che il fenomeno startup fosse di moda, con la sua Startupbusiness (ora parte del più ampio gruppo Digital360) osserva, commenta e influenza in modo positivo lo sviluppo della via italiana all’innovazione

Abbiamo rinforzato il nostro messaggio grazie a RCS MediaGroup, attraverso il supporto all’ideazione di Corriere Innovazione nel 2012 e il contributo al suo sviluppo redazionale negli anni successi.

Per la testata, diffusa nei dorsi locali del Corriere della Sera, abbiamo curato il business modelling, il business planning e contributo allo sviluppo della linea editoriale e della rete di contributor, i protagonisti dell’ecosistema innovazione italiano, partecipando al  comitato dei suoi “Vision Partner”, che curavano il piano editoriale, e diventando noi stessi contributor, dal 2013 al 2014, con la rubrica Il Rainmaker! Corriere Innovazione è diventato uno dei punti di riferimento dell’ecosistema innovazione, trasformandosi per questo da pubblicazione locale a nazionale.

Diceva Maya Angelou, scrittrice e poetessa americana che ha lottato a lungo per i diritti civili, “non c’è agonia più grande che trattenere una storia non raccontata dentro di te”.

Scrivere per Corriere Innovazione arrivava proprio da questa esigenza: raccontare il nascente ecosistema innovazione italiano dal suo interno, dando allo stesso tempo degli spunti all’ecosistema stesso per fare di più, più velocemente e con maggiore puntualità. Il rainmaking – era da poco uscito il libro “Rainforest: the secret to building the next Silicon Valley” di Horowitt e Hwang – l’analisi del panorama estero, il confronto con quello italiano: vari elementi ci hanno permesso di riflettere sulla nostra realtà e dare un contributo nel ripensarla e migliorarla.

La collaborazione con RCS si è rinvigorita nel 2015 con il supporto la neo-nata testata Corriere Imprese, per la quale abbiamo nuovamente contribuito allo sviluppo della linea editoriale all’interno del comitato dei “Vision Partner” e partecipato come contributor con una serie di articoli, il più recente dei quali – “Vi spiego perché l’Italia sarà l’India d’Europa” – ha affrontato in modo provocatorio il tema del nuovo ruolo economico possibile per l’Italia all’interno del panorama europeo.

Il nostro apporto diretto ai media del mondo innovazione è proseguito collaborando con EconomyUp e Startup Italia, che sono oggi un prezioso punto di riferimento fondamentale per chi si occupa di queste tematiche.

Con l’intenzione di strutturare maggiormente il nostro contributo editoriale, abbiamo partecipato anche alla redazione di due libri:  “Piccola guida per startupper” (RCS Libri, a cura di Luca Barbieri – 2015) con il capitolo “L’ABC del fare startup”, sulle modalità più efficaci per muovere i primi passi per l’avvio del proprio progetto imprenditoriale e “L’innovazione che non ti aspetti” (Franco Angeli Editore, a cura di Emil Abirascid – 2015) con il capitolo “Finding funding, come trovare il giusto investitore per la startup”,  sulle principali modalità di finanziamento ai propri progetti imprenditoriali, in funzione del loro livello di sviluppo.

Crediamo fortemente, anche come fruitori, nell’importanza dei media come costruttori della coscienza collettiva. Come sosteneva William Bernbach, pubblicitario newyorkese, “chi usa professionalmente i media modella la società; possiamo volgarizzarla; possiamo brutalizzarla; o possiamo aiutarla ad innalzarsi di livello”. Continueremo a collaborare con i media generalisti e specialisti di settore e a dare il nostro contribuito per provocare le coscienze, fornire spunti di riflessione e, soprattutto, per cercare di contribuire ad alzare di livello la nostra società.

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Creare competenze distintive per abilitare le persone a fare innovazione

Dare conoscenze e strumenti ideativi, processuali e imprenditivi, creando competenze reali nelle persone, è uno dei fondamenti dell’attività di Nuvolab. Diceva Nelson Mandela: “Education is the most powerful weapon you can use to change the world”. L’innovazione nasce questo stesso presupposto: bisogna essere aperti, essere pronti e, soprattutto, essere preparati per coglierla. Siamo, perciò,  da […]

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Rendere permeabili i confini tra startup e imprese per facilitare l’open innovation

Rendere i principali attori industriali, finanziari ed istituzionali del nostro Paese più ricettivi all’innovazione, guidandoli alla ricerca di modelli di open innovation e delle migliori tecnologie per sostenerne lo sviluppo, è per noi un’attività fondamentale per favorire lo sviluppo imprenditoriale.

Nuvolab ha due attività principali, venture acceleration e innovation advisory, ma una sola direzione. Il fatto di lavorare su entrambi i fronti ci consente di dare un maggiore e migliore accesso proprio all’open innovation, favorendo l’interazione tra i vari attori del sistema e lo scambio di idee e processi.

If you look at history, innovation doesn’t come just from giving people incentives; it comes from creating environments where their ideas can connect” affermava Steven Johnson. L’innovazione  “nasce” e “scala” più velocemente quando le startup, “organizzazioni temporanee in cerca di un modello di business ripetibile e scalabile” (Steve Blank) trovano il modo di collaborare con aziende consolidate, che sono ”organizzazioni permanenti disegnate per eseguire un business model ripetibile e scalabile” (Steve Blank) e le innovazioni sviluppate dalla prima riescono a diffondersi in modo più efficace facendo leva sulle strutture organizzative della seconda.

Abbiamo più volte creato l’occasione e l’opportunità per questo scambio.

Lo abbiamo fatto ideando, organizzando e gestendo eventi strutturati come MCE 4X4 per Assolombarda e CCIAA di Milano e Start Me Up per GGI nazionale, impostati entrambi in maniera più completa possibile, sulla base di quattro filoni: una call for ideas per startup, un matchmaking tra startup e aziende tramite la formula del business speed date, uno spazio espositivo e un dibattito aperto, con una serie di tavole rotonde.

Gli eventi organizzati per GGI Veneto (territoriali di Verona, Vicenza e Padova), Impresa per impresa e Startup Meetup sono nati, invece, con l’obiettivo preciso di favorire la nascita di spin-in industriali tramite il  matchmaking tra startup, PMI e aziende corporate.

Abbiamo dato vita per 360 Capital Partners 360by360 Competition, la prima e unica startup competition nata da un fondo di VC italiano, ideando progettando e gestendo l’iniziativa, quando era alla sua prima edizione.

Abbiamo realizzato anche attività più specifiche come l’Open Innovation Challenge per Electrolux, supportando la gestione di una call for ideas per innovare design e tecnologie negli elettrodomestici da cucina.

Abbiamo supportato anche il lnacio dell’incubatore Unicredit StartLab Fintech Accelerator a Milano e dato il via alle attività, cercando e selezionando le startup da incubare per la prima edizione.

Per InnovhubCCIAA Milano abbiamo supportato le startup beneficiarie del Bando Search & Develop IV e V, nel 2011 e nel 2012 con la definizione business model, la redazione del business plan,  un aiuto nel pitching fino alle attività di fundraising a valle del processo.

L’open innovation è il valore aggiunto che diamo a chi collabora con noi, grazie alla nostra natura duale di venture accelerator e innovation advisor e, per natura, continueremo a ideare e a lavorare su iniziative che rendano sempre più permeabili i confini tra i vari attori dell’ecosistema innovazione.

Team-Startuparty

Favorire il networking tra gli innovatori per creare un ecosistema sempre più aperto

Churchill diceva “we make a living by what we get, but we make a life by what we give”. Con questo spirito abbiamo dato il nostro sostegno allo sviluppo dell’ecosistema italiano dell’innovazione: lo sviluppo imprenditoriale del nostro Paese va oltre quello che veniamo pagati per fare:  il giveback è una scelta di vita che ci contraddistingue nel lavoro e oltre ad esso.

Tutto è iniziato nel 2011 con StartuParty quando ancora l’ecosistema italiano dell’innovazione era solo un concetto. StartupParty è stata la prima e più grande festa dedicata e realizzata con il supporto dell’ecosistema startup italiano.  Insieme ad un meraviglioso gruppo di amici e volontari, diventati, poi, tra i protagonisti dell’ecosistema stesso, abbiamo ideato, promosso e gestito un momento di aggregazione con il fine di creare “autoconsapevolezza”, ma anche di iniziare a fare gruppi e di attivarsi per  scambiare informazioni, opinioni e iniziare a lavorare insieme in maniera collaborativa. L’occasione ha permesso di costruire le prime connessioni, fino alla nascita dell’ecosistema vero e proprio.

Allo stesso tempo abbiamo spinto iniziative di interazione con altri ecosistemi, in particolare con il modello internazionale: la Silicon Valley.

Francesco Inguscio, il nostro fondatore e CEO, ha partecipato al programma Fulbright BEST, ricevendo esso stesso un grande contributo in termini di crescita personale e imprenditoriale negli anni passati a studiare e lavorare in California. Dopo questa importante esperienza, è stato normale diventarne ambasciatore e voler condividere questa possibilità straordinaria con quante persone possibili. Il BEST (Business Exchange Student Training) Program consente, grazie ad una borsa di studio,  ai migliori talenti italiani under 35 con  un solido track record e un’idea imprenditoriale di fare un periodo di studio e lavoro nel cuore della Silicon Valley. Lo scopo è di tornare in Italia e trasformare quanto imparato negli USA, avviando iniziative imprenditoriali di valore nel nostro Paese.

Un’altra iniziativa che supportiamo con grande passione sin dalla sua nascita è il Premio Gaetano Marzotto, la competion per eccellenza all’interno del panorama italiano, contribuendo alla sua diffusione e collaborando nella sua realizzazione. Il Premio Gaetano Marzotto è l’iniziativa più concreta e di alto livello in Italia tra le BP Competition. Inoltre,  i fondi donati non prevedono alcuna contropartita societaria dalle startup vincitrici. Il Premio continuerà la sua attività almeno fino al 2020.

Il nostro impegno nel “givingback” all’ecosistema italiano dell’innovazione continuerà  parallelamente alla nostra attività: dalle piccole cose, contribuendo alla diffusione ogni iniziativa che riteniamo essere di valore, fino ad impegnarci in attività più ampie, ideando e gestendo iniziative specifiche che contribuiscano allo sviluppo dell’ecosistema stesso.