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Venture Acceleration: come sviluppare una startup da 1 a 10

Riuscire a trovare un solido product to market fit è un aspetto fondamentale nella creazione di una startup. Ascoltare il mercato ed interpretare le sue esigenze in maniera corretta permette all’impresa di ridurre notevolmente i rischi associati al lancio di un nuovo prodotto; per opposto, muoversi “alla cieca” o con informazioni limitate, è una delle strade più dirette per bruciare cassa ed avvicinarsi al fallimento. Nuvolab, tra le sue attività, opera come venture accelerator, lavorando insieme a startup che hanno già delle metriche di business chiare e permettendo loro di accelerare l’accesso al mercato e lo sviluppo del prodotto. E’ proprio grazie al nostro expertise che da diversi anni collaboriamo con ART-ER- Attrattività Ricerca Territorio (Ex Aster), la Società Consortile dell’Emilia Romagna che si occupa di favorire la crescita sostenibile della regione attraverso lo sviluppo dell’innovazione e della conoscenza del sistema territoriale. Il progetto, svoltosi tra il 17 ottobre ed il 20 novembre, ha portato alla selezione di 10 startup da parte di ART-ER che hanno poi partecipato alla fase del programma guidato direttamente da Nuvolab.

Come passare dalla fase di lancio a quella di build nello startup lifecycle: le 10 startup selezionate dal percorso

Il programma, chiamato Climate-KIC StartUp Accelerator Italy, era rivolto sia a portatori di idee o progetti sia a startup già avviate, entrambe nel settore della low carbon economy. I fili conduttori dell’intero programma, dunque, sono stati la sostenibilità e la crescita ad impatto ridotto, tematiche direttamente collegate alle 10 startup selezionate per prendere parte all’accelerazione. L’intero progetto è costituito da tre diverse fasi, la prima delle quali è cominciata ad aprile di quest’anno. Ogni parte del programma è autonoma e distinta, dunque le startup possono decidere autonomamente per quale fase candidarsi, in base alle proprie esigenze ed interessi.

Nuvolab ha incontrato le 10 startup il 17 Ottobre, per la seconda fase del programma. Qui, le diverse aziende hanno avuto l’opportunità di avere una prima infarinatura direttamente dal CEO, Francesco Inguscio, che li ha prima introdotti al progetto, per poi passare ad un approfondimento su cosa sia effettivamente una startup. Il discorso si è successivamente spostato sull’importanza del customer development approach e del suo ruolo per uno sviluppo sostenibile su un prodotto di successo.

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Il Nostro CEO Francesco Inguscio durante l’incontro del 31 Ottobre

 

Dopo questo primo incontro collettivo, le diverse aziende hanno avuto modo di incontrare i rappresentanti di Nuvolab singolarmente, attraverso degli one to one di consulenza per ciascuna startup. Ciò ha permesso a tutte le nuove realtà di sviluppare adeguatamente un piano di crescita, disegnato e ritagliato sulle proprie esigenze e situazioni attuali. Il 31 ottobre, poi, si è tornati per parlare di go-to-market strategy, spiegando come una volta validato un grande prodotto, lo si possa portare sul mercato attraverso una precisa strategia operativa, il cui obiettivo è quello di acquisire i primi clienti, e, di conseguenza, di generare le prime entrate.

Infine, il 20 novembre è stata la data dell’ultimo incontro: Nuvolab ha fornito ai partecipanti gli ultimi feedback personalizzati e gli spunti di crescita per il futuro per poi lasciare alle aziende la possibilità di testare e validare le ipotesi costruite insieme durante il percorso. In questo modo si è conclusa la seconda fase del progetto, preludio dell’ultima parte del programma, che partirà a febbraio 2020.  Nel complesso, le startup che hanno preso parte al programma sono molto diverse tra di loro, sia per quanto riguarda la tipologia di prodotto, sia dal punto di vista del modello di business. Il filo che le lega è l’impegno verso un’imprenditoria che tenga in considerazione la sostenibilità e l’impatto ambientale.  Ecco, quindi, una veloce panoramica dei 10 progetti selezionati direttamente da ART-ER:

3BEE: https://www.3bee.it/

Azienda che si occupa di Iot & Big Data, per il supporto alle decisioni attraverso il deep learning;

AGMA: https://www.agmageopolimeri.com/

Startup impegnata nella ricerca e produzione di materiale eco-sostenibile per l’isolamento di abitazioni ed edifici;

ENSHARE – POP&SMART: http://www.popsmart.it

Impresa sviluppatrice di una piattaforma per il riutilizzo del cibo in eccesso di piccoli negozi locali;

FAIRBNB: https://fairbnb.coop/

La startup ideatrice della piattaforma proprietaria per le prenotazioni eco-sostenibili a sostegno di progetti di comunità locali;

IUV: https://www.iuvcompany.com/

Azienda produttrice di una pellicola commestibile per l’industria del packaging;

NANOMNIA: http://nanomnia.eu/

Startup che ha ideato un sistema di incapsulazione eco-sostenibile di prodotti chimici per l’agricoltura;

SYNAPSEES: https://www.synapsees.com/

Azienda tech, ideatrice di un sistema di miglioramento energetico Smart attraverso software Saas;

STOREH: https://store-h.com/

Azienda produttrice di centraline di stoccaggio e rilascio per l’energia elettrica;

TOMAPAINT: https://www.tomapaint.com/

Startup attiva nella produzione di bioresina recuperata dagli scarti dei pomodori per la produzione di vernice naturale;

ZERO 3: http://it.zero3.cloud/

Azienda che ha ideato e prodotto uno stabilizzatore automatico che agisce sul sistema di raccolta di biogas degli impianti di recupero energetico.

Indicazioni per uno sviluppo da 1 a 10

Climate-KIC StartUp Accelerator Italy è stato sicuramente un evento importante per tutte le startup che vi hanno preso parte. Avere la possibilità di confrontarsi con una realtà che vive ogni giorno le dinamiche di accelerazione e scalabilità di un’impresa è certamente un modo per toccare con mano quello che è il mercato oggi e scoprire le strategie che effettivamente funzionano attualmente. Inoltre l’opportunità di averle potute testare attraverso una fiera come Ecomondo ha permesso di unire quel processo di “teoria” e “pratica” necessario per far accelerare i venture. Progetti come questo sono di grandissima importanza al fine di diffondere una cultura imprenditoriale che sia al passo con i tempi e che possa permettere al nostro paese di rimanere competitivo anche a livello internazionale. La collaborazione tra enti pubblici, privati ed aziende rappresenta una notevole opportunità di crescita, al fine anche di perseguire in sincronia obiettivi comuni, come lo sviluppo sostenibile.

Nuvolab desidera ringraziare sia ART-ER, che ha permesso la realizzazione di questo progetto e che si è occupata del processo organizzativo, sia le startup che ne hanno preso parte. Ulteriori informazioni sul Climate-KIC StartUp Accelerator Italy possono essere trovate all’interno del bando, al quale si può accedere cliccando qui. Invece, se sei interessato a diventare uno dei Rainmaker di Nuvolab, entrando nel nostro portfolio, puoi candidarti direttamente qui.

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L’industria del fashion tra presente, futuro e startup

Il settore della moda gioca, da sempre, un ruolo importante nell’economia italiana. Quella che per i non addetti ai lavori può apparire come un’industria “secondaria”, rispetto ad altre sezioni di mercato, è in realtà uno dei pilastri portanti del benessere del nostro paese. Come venture accelerator da alcuni anni abbiamo iniziato ad approcciare a questa industria, in quanto chiave di sviluppo anche per l’ecosistema delle startup.

Il settore della moda, infatti, è responsabile del 4% del PIL totale della penisola, apportando un fatturato di 66,1 miliardi di euro l’anno, secondo i dati forniti da Mediobanca. Tuttavia, non è solo la dimensione di questa industria ad attirare gli occhi di imprenditori ed investitori. C’è, infatti, un altro dato sul quale è importante concentrarsi: la crescita. Questo perchè nel quinquennio che va dal 2012 al 2016, il settore moda ha visto un aumento di fatturato del 23,3%, ben superiore al 6,6% della manifattura italiana[1].

Ad essere interessate da questo rialzo importante sono state soprattutto le grandi imprese storiche. Ad esempio, Luxottica, Prada ed Armani hanno avuto una crescita del 18,6% in soli cinque anni. L’espansione è stata accompagnata anche ad un aumento notevole del personale impiegato in questo settore, con un tasso di assunzione positivo del 21%; per avere un’idea dell’imponenza dell’industria della moda, si pensi che le 15 aziende più grandi in questo ambito contano un totale di oltre 300.000 dipendenti[2].

L’espansione e la crescita catturano facilmente l’attenzione di giovani imprenditori, startup ed investitori, che al giorno d’oggi vedono in questo campo un mare magnum di opportunità, nel quale operare e portare alla luce le proprie idee creative. Tuttavia, non è tutto rose e fiori: le sfide e le criticità dell’industria non sono affatto da sottovalutare e richiedono un’attenta analisi e valutazione da parte di coloro che decidono di addentrarsi oggi in questa avventura.

 

Uno sguardo al futuro

Come viene riportato in un interessante articolo proposto da Il Sole 24 Ore[3], gli anni che verranno porteranno delle novità rilevanti all’interno del settore del fashion.

Principalmente sono  tre gli aspetti che, ad oggi, sembrano giocare un ruolo importante nello sviluppo dell’industria della moda: la self-disruption, l’avanzamento del digitale e la sostenibilità. Il primo fa riferimento ad un fenomeno in atto da ormai qualche semestre. I brand tradizionali, infatti, stanno trovando l’esigenza di rivedere i propri modelli di business e la propria offerta, per poter assecondare le nuove richieste di mercato. Ciò è da imputare ad un calo della fedeltà dei consumatori nei confronti dei marchi e alla loro propensione alla ricerca di una continua novità. Ecco, allora, che i piccoli brand emergenti si trovano, tutto d’un tratto, a rappresentare un degno avversario (e in alcuni casi una vera e propria minaccia) per le aziende storiche. Adattare la propria strategia ed essere flessibili è oggi imprescindibile, anche per i marchi più popolari del settore. L’avanzamento del digitale, poi, aggiunge un ulteriore livello di complessità. Gli operatori e-commerce, infatti, al fine di catturare l’interesse di quanti più marchi possibile, sono costretti ad una continua e progressiva innovazione, sviluppando servizi a valore aggiunto sempre nuovi. Ciò porta all’emergere di un ecosistema estremamente competitivo, dove la sopravvivenza di un’azienda non è data solamente da una forte presenza di mercato, ma anche e soprattutto dalla sua capacità di interfacciarsi al settore in maniera specifica, facendo investimenti ed acquisendo realtà minori, secondo un’attenta strategia di sviluppo interno.

Infine, una delle criticità che il settore del fashion si trova a dover affrontare è sicuramente quella della sostenibilità. Si conta, infatti, che l’industria del tessile consumi 26,4 trilioni di litri d’acqua ogni anno; una quantità davvero importante, soprattutto se letta alla luce di un altro dato, quello relativo agli sprechi.[4] Abbiamo visto come la clientela sia, oggi più che mai, alla continua ricorsa dei trend e “dell’ultima moda”. Questo comporta la necessità di un repentino incremento della produzione, una volta che un determinato oggetto attira l’attenzione del grande pubblico. Spesso, però, proprio la rapidità dell’evoluzione di un trend non permette lo “smaltimento” di tutti gli esemplari di un modello, risultando in un problema di sovrapproduzione non indifferente. Per fare un esempio, il brand di lusso Burberry, nel 2017, si è trovato con l’equivalente di 36 milioni di dollari di prodotti invenduti, proprio per via di questa inclinazione frenetica del mercato.  Le proiezioni di questa tendenza non sono affatto positive. Le statistiche parlano chiaro: se si continuerà su questa rotta, entro il 2050, l’industria del fashion arriverà a consumare un quarto del carbonio totale disponibile, andando ad intaccare la sopravvivenza di altri mercati. Ecco, allora, che in un ambiente simile si celano numerose opportunità per imprenditori ed investitori, che con occhio attento possono scovare o ideare progetti che favoriscano una maggiore sostenibilità del settore, permettendo una crescita continua, ma limitando gli effetti collaterali.

 

Il futuro è di chi comprende il presente

Dopo aver visto quelli che sono i trend dell’industria della moda, una domanda sorge spontanea. In tutto questo, quale ruolo possono ricoprire le startup che decidono di entrare nel fashion?

Potrebbe venire spontaneo immaginare che le grandi aziende, ormai, assorbono tutto il potenziale economico dell’industria, eppure non è così. Certo, il creativo che, chiuso nella propria stanza, si mette a produrre capi ed accessori, sperando di poter un giorno entrare tra i grandi nomi della moda, risulta essere un modello un po’ superato. Tuttavia, le prospettive sono più che rosee per chi riesce a comprendere e far propria la direzione di questo settore.

La tecnologia è, oggi, sempre più utilizzata anche per la realizzazione della parte creativa, tramite l’uso di intelligenze artificiali e software dedicati. Diventa, quindi, importante acquisire conoscenze anche nell’ambito della programmazione e dello sviluppo di applicazioni, che facilitino poi il processo di “produzione della novità”. Il designer, oggi (e domani sempre di più), non è più (o meglio, solamente) la persona, ma (anche) l’IA. A favore di questa nostra tesi si possono citare, a titolo d’esempio, collaborazioni tra brand ed aziende tech, come quella avvenuta nel 2018 tra Tommy Hilfiger e IBM.[5]

 

Conclusione

Tirando le somme di questo nostro discorso, possiamo affermare che il focus dell’industria del fashion si sta spostando dal servire un mercato globale, verso la ricerca di metodi di creazione e produzione che siano smart e più sostenibili sul lungo periodo. È proprio in questi due ambiti che si concentrano le maggiori opportunità per gli appassionati del settore.

Nuvolab, svolgendo il ruolo di venture accelerator, si occupa di sostenere ed accelerare lo sviluppo di startup e nuovi progetti nei diversi ambiti dell’economia italiana, tra appunto cui anche il fashion. Proprio in questo settore, Nuvolab  sta accelerando Design Italian Shoes (DIS), il brand che digitalizza il piccolo artigianato in chiave industria 4.0, per proporre sul mercato un modello di business in grado di produrre calzature just-in-time in relazione alla specifica domanda del cliente. Inoltre, fa parte del portfolio di Nuvolab anche Design Wanted, una piattaforma internazionale orientata alla promozione dei migliori talenti nel design, nell’architettura e nella tecnologia, facendo leva su una community composta da più di 600.000 persone.

Scopri di più sull’ecosistema di Nuvolab

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[1]    https://www.ilsole24ore.com/art/la-moda-italiana-vale-4percento-pil-ma-cresce-meno-griffe-francesi-AEtYT1zD

[2]    https://www.ilsole24ore.com/art/la-moda-italiana-vale-4percento-pil-ma-cresce-meno-griffe-francesi-AEtYT1zD

[3]    https://www.ilsole24ore.com/art/ecco-come-sara-2019-moda-crescita-non-omogenea-india-e-digitale-fattori-strategici–AEXORYpG

[4]    https://www.cbinsights.com/research/fashion-sustainable-technology/

[5]    https://www.cbinsights.com/research/fashion-tech-future-trends/

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Apre la call for startup di MCE4X4, partecipa all’innovazione nella mobilità con i grandi player del settore

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È aperta la call for startup per la quarta edizione di MCE4X4, la Mobility Conference Exhibition dedicata al business matching tra startup e aziende. Nuvolab accompagna per il quarto anno Assolombarda Milano, Monza Brianza e Lodi, e Camera di Commercio Milano, Monza Brianza e Lodi come advisor per l’innovazione. La call è dedicata alle startup che impattano il settore della mobilità. Le 16 vincitrici concluderanno questo percorso con l’evento del 17 Maggio, che si terrà in Borsa Italiana.

Siamo alla ricerca di startup attive nel settore della mobilità, che operino all’interno queste aree tematiche:

• superINTERACTION: mezzi di trasporto, infrastrutture e device connessi
• superCLEANTECH: energie innovative, nuovi materiali e tecnologie a supporto dell’ottimizzazione energetica
• superSERVICES: servizi a supporto della mobilità, servizi di sharing economy, on demand economy, mobile payment
• superENTERPRISE: innovazione a sostegno delle attività aziendali, della logistica e dei processi

Le startup vincitrici avranno l’opportunità di esporre i propri prodotti e servizi innovativi nell’area espositiva chiamata Exhibition. Saranno poi coinvolte in una serie di incontri di business matching: Speed Date, 5 minuti in cui le aziende partecipanti incontrano tutte le startup; Tandem Meeting, un momento one-to-one di 20 minuti con un’azienda che ha particolare interesse per una startup. Lo scopo è quello di rafforzare i momenti d’incontro tra startup e aziende storiche iscritte ad Assolombarda, al fine di generare reali sinergie tra imprese e permettere alle startup di trovare nuovi clienti. Il tutto quindi si svolgerà nel classico stile Nuvolab: offrire opportunità reali per fare business.
Delle 16 vincitrici, le migliori 4 saranno selezionate attraverso una votazione online.
Il mondo della mobilità sta cambiando e probabilmente il tuo progetto è già parte di questo cambiamento: fatti conoscere! La call chiuderà il 5 Aprile.