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Come le startup di Intelligenza Artificiale stanno definendo il loro confine con l’ Etica

È SenseTime la startup di Artificial Intelligence con la più alta quotazione nel mondo. Nata ad Hong Kong nel 2014 , all’interno del dipartimento di Ingegneria informatica della medesima università, ha già raccolto 2.6 Miliardi di dollari e si sta apprestando ora, secondo bloomberg, ad avviare un altro round di 2 miliardi attraverso degli innovation advisor. L’obiettivo è diventare una piattaforma di open innovation nazionale per la prossima generazione di tecnologie di intelligenza artificiale sulla “intelligent vision”. Il focus di SenseTime è, infatti, quello della “facial recognition”, cioè l’utilizzo di algoritmi in grado di identificare e di leggere volti e/o oggetti. La velocità di identificazione e il numero di oggetti in grado di essere processati deve raggiungere grandi masse, così da essere poi in grado sia di condividere quei dati con soggetti interessati (in particolare decisori pubblici, ricercatori healthcare e retailer), sia di avere una base valutativa e formulare commenti e decisioni. Questo modello di AI e Big data apre quindi molte delle grandi sfide mondiali: dalla guida autonoma alle identità digitali, dalla cybersecurity alla manutenzione predittiva.

Parallelamente ai grandi investimenti che si stanno effettuando in Cina, anche gli Stati Uniti portano avanti e sfruttano la grande trasversalità della tecnologia. Tra le startup più finanziate c’è C3, che opera come Paas (platform as a service), in maniera tale da poter fungere da abilitatore per chiunque abbia necessità di sviluppo di IA, Big Data o Algoritmi di Intelligenza Predittiva.

Tuttavia, il grande tema globale sull’ Intelligenza Artificiale rimane l’eticaWired riportava, qualche tempo fa, i due problemi da affrontare: quello delle “black box” e quello del pregiudizio dell’algoritmo. Il primo riguarda l’apprendimento automatico che l’algoritmo avvia una volta impostato un sistema di “machine learning”: i dati di apprendimento diventano talmente tanti che risulta impossibile seguire il perché di ogni acquisizione e di conseguenza comprenderlo. Il pregiudizio, invece, riguarda discriminazioni che gli algoritmi compiono su alcune categorie: ad esempio, diversi algoritmi di riconoscimento facciale identificavano meno persone di colore e commettevano più errori, di fatto, discriminandole.

Ed è L’Europa che, su questo tema, sta cercando di mettere la testa avanti, avendo presentato nel 2018 un piano di investimenti di 1,5 miliardi con l’obiettivo di muoverne altri 20 attraverso i privati. Inoltre, proprio su questo verticale tecnologico si sta creando un laboratorio congiunto europeo (Ellis, European Laboratory for learning and Intelligent Systems). Tutto per avere una società maggiormente sensibile alla privacy, argomento già in attuazione attraverso la GDPR.

Tra le startup Europee di Intelligenza Artificiale, da segnalare Meero, che utilizza l’AI per ottimizzare la resa delle immagini, accorciando in maniera esponenziale i tempi che invece sono richiesti per il ritocco di documentazioni visive digitali. Anche in Nuvolab si sta investendo sullo sviluppo di progetti di co-creazione che hanno al centro competenze di AI: Mapadore, la startup che ottimizza il costo degli spostamenti per il sales, è stata citata da poco nel case study di Salesforce a Londra per la sua collaborazione con Supersolar.

La formazione dei centri di competenza quindi diventa cruciale per far evolvere i progetti tecnologici e creare dei canali di dialogo. Possono e devono esserci, sopratutto nei progetti altamente innovativi di una startup, delle competenze “chiave”  molto profonde. È necessario pertanto che questo dialogo  sia sempre trasversale e faccia in modo che il centro di competenza possa interfacciarsi anche con le aree “non-tech”, così da migliorare al massimo la comunicazione di prodotto, e, sulla base di ciò, fare evolvere la tecnologia nel modo migliore possibile, tecnologia che in Europa, con grande probabilità, si svilupperà rispettando l’etica e la privacy.

Se hai un progetto basato su AI oppure se sei interessato a valutare l’implementazione di progetti di intelligenza artificiale, puoi saperne di più qui.

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Come il “Collaborative Rainmaking” aiuta lo sviluppo dei progetti d’innovazione

È notizia di qualche giorno fa l’investimento seed fatto da MobilityUp in Mapadore, la startup che porta l’intelligenza artificiale al servizio del sales. Contestualmente a questo, è stata sancita una joint venture, per mettere a sistema le competenze che Mapadore è in grado di offrire con le opportunità che Nuvolab e MobilityUp possono aggiungere in quanto venture accelerator. Il percorso di accelerazione di Mapadore in Nuvolab è iniziato meno di un anno fa: il sodalizio è stato voluto in virtù dei continui impatti che l’AI sta avendo in maniera  sempre più pervasiva su tutte le industrie. Secondo Harvard Business Review Italia, infatti, la spinta che l’AI porterà nell’ economia sarà poderosa. Dall’ altro lato però, l’Europa risulta essere indietro su questo tema rispetto a Nazioni come Cina e Stati Uniti.

 

Inguscio Bosio Nuvolab Mapadore

Francesco Inguscio, Ceo e Founder Nuvolab, con Fabrizio Bosio, Ceo e Founder Mapadore.

 

L’investimento seed è stato raggiunto grazie ad un importante lavoro di co-creazione, tra i 3 soggetti coinvolti, cioè Nuvolab, MobilityUp e la stessa Mapadore. Noi lo chiamiamo “Collaborative Rainmaking”, ovvero la capacità di lavorare in maniera congiunta su progetti d’innovazione di medio-lungo periodo, allineando best practices e modelli di business differenti, ma complementari all’ interno di un arco temporale lungo. In questo modello, soggetti che potrebbero essere visti come competitor (ad esempio come MobilityUp, acceleratore verticale sul settore della mobilità), all’interno di una programmazione chiara, definita e condivisa, diventano coopetitor, partner con i quali condividere un percorso innovativo. È questa capacità di coniugare interessi diversi e congiungerli verso un’opportunità comune che ci permette di accelerare lo sviluppo di startup e fungere da “punto d’innovazione” per vari stakeholder, che siano persone interessate, partner o possibili competitor.

 

“Se vuoi andare veloce corri da solo, se vuoi andare lontano corri assieme ad altri”

 

 

I progetti di innovazione attraverso co-creazione rappresentano uno dei  punti di congiunzione per chi si lavora come “Innovation Advisor”, ovvero chi ha  la capacità aiutare ‘’le aziende grandi ad essere innovative’’, unendo competenze e capacità di execution. Se da un lato si aiutano startup promettenti ad accelerare il loro percorso, attraverso nuovi clienti o finanziamenti, dall’altro si deve essere in grado di fornire ad aziende interessate soluzioni innovative da integrare nelle Product e Technology Roadmaps, lavorando su obbiettivi comuni che partono da una strategia di innovazione condivisa e costruita insieme.

Se ti stai approcciando per la prima volta a questo mercato, oppure se hai bisogno di approfondire la tua conoscenza, quello che ti consigliamo all’ interno di un progetto di co-creazione è:

  • Dai grande importanza al setup: una strategia d’innovazione chiara, condivisa e socializzata è il primo passo per un’ execution di qualità
  • Valuta con mente aperta: se stai andando ad innovare, probabilmente avrai bisogno di competenze esterne. Valuta tutti i potenziali stakeholder, e non chiuderti opzioni che potresti trovare non percorribili, come il coinvolgimento dei tuoi competitor
  • Appoggiati a un team competente: che sia un team interno, o dei consulenti esterni, inizia ad affidarti a chi conosce le dinamiche d’innovazione. Pensa ad internalizzare il tutto una volta che hai un metodo chiaro. Nel  mentre, investi le prime esperienze in sperimentazioni.

Se sei interessato a parlare di innovation management e delle sfide del futuro in ambito innovativo, saremo più che felici di ascoltare le tue strategie e le relative sfide: contattaci qui.

 

 

 

Mapadore

MAPADORE E MOBILITYUP PER PORTARE L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLA MOBILITA’ – COMUNICATO STAMPA NUVOLAB

Mapadore, startup accelerata da Nuvolab, chiude un round seed con MobilityUp: l’obiettivo è portare l’intelligenza artificiale nel settore della mobilità.

Francesco Inguscio, fondatore e CEO di Nuvolab, il venture accelerator entrato ufficialmente meno di un anno fa per supportare la crescita di Mapadore, commenta così l’operazione: “Abbiamo fortemente voluto questa join venture tra Mapadore e MobilityUp, per rendere sempre più concreto quello che noi chiamiamo ”collaborative rainmaking”: far accadere l’innovazione tramite la collaborazione. In questo caso anche tra due venture accelerator, facendo leva su una startup “condivisa” e un allineamento di strategie”

Cliccando Qui ,trovate il comunicato stampa con maggiori informazioni su questa iniziativa.